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MARE DENTRO

Una storia vera. Un film meravigliosamente devastante. Ramon Sampedro dopo quasi trenta anni di tetraplegia ha deciso di voler morire con dignità. Per far ciò intraprende una battaglia legale per ottenere l'autorizzazione per avviarsi verso la dolce morte. Alejandro Amenabar punta ad illustrare il lato umano di chi ha deciso di farla finita ("Quando non c'è via di scampo, si impara a piangere con il sorriso sul volto"), di chi, impossibilitato anche a prepararsi un letale composto è sempre più deciso a darsi una morte dignitosa. Una dignità che "governa" l'intero film.

"Mare dentro, in alto mare - dentro, senza peso
nel fondo, dove si avvera il sogno: due volontà
che fanno vero un desiderio nell'incontro.

Un bacio accende la vita con il fragore luminoso di una
saetta, il mio corpo cambiato non è
più il mio corpo, è come penetrare al centro
dell’universo:

L'abbraccio più infantile, e il più puro dei
baci
fino a vederci trasformati in
un unico desiderio

Il tuo sguardo il mio sguardo, come un’eco
più dentro, fino al di là del tutto, attraverso
il sangue e il midollo.

Però sempre mi sveglio, mentre sempre io voglio
essere morto, perchè io con la mia bocca
resti sempre dentro la rete dei tuoi capelli"


Ramón Sampedro

Pubblicato il 21/9/2006 alle 12.55 nella rubrica Cinema.

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